| Scritto da Redazione,
23-02-2008 12:46
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 Il libro d’esordio che nel 1995 ha svelato al pubblico americano Charles D’Ambrosio, immediatamente considerato uno dei migliori scrittori della sua generazione. Sette lunghi racconti sul dolore e la speranza, lo smarrimento e la scoperta di sé, popolati di bambini troppo saggi e adulti allo sbando, morti ingiuste e attimi di redenzione. Ogni pagina ha il dono della grazia, ed è impossibile non restarne incantati.
 Charles D’Ambrosio (1960) è nato e cresciuto a Seattle e vive a Portland, nell’Oregon. Ha pubblicato solo due raccolte di racconti, Il suo vero nome e Il museo dei pesci morti (minimum fax 2006), ma entrambe sono state segnalate fra i «libri dell’anno» dal New York Times. Ha pubblicato anche una raccolta di saggi, Orphans. È inoltre stato incluso per tre volte nell’antologia annuale delle Best American Short Stories, e nel 2006 ha vinto il prestigioso Whiting Award, conquistandosi «un posto al fianco di Carver, Denis Johnson e Richard Yates» ( Bookforum). |
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