| Scritto da Redazione,
13-12-2007 19:14
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di Anna Maria Verde E' giusto dire che il percorso editoriale di Roberta Scotto Galletta è senz'altro caratterizzato da tappe pregiate e fatte di una editoria più che mai contemporanea. Se inizi con Zandegù, realtà torinese diretta dalla assai caparbia e creativa Marianna Martino e poi approdi a Sironi, sotto l'ala di Giulio Mozzi , un altro che attorno ai libri c'ha saputo costruire realtà d'avanguardia in quanto ad interazione e confronto (vibrissebollettino) vuol per forza dire che il talento c'è e lo vedono in molti. E anche se l'autrice partenopea glissa simpaticamente sulla questione, insidacabili sono il suo emergere da un gruppo d'autori a caccia di editore e la sua buona stella. Noi l'abbiamo rintracciata per farle alcune domande a proposito di Manicure Corner (edito da Sironi) e di tanto altro ancora...
- Allora, iniziamo dal principio, le due protagoniste: una ex logopedista e una che ha lasciato a metà la sua carriera università. Raccontaci, che tipe sono? Sono quelle che non sembrano. Il manicure corner stesso è quello che non sembra. Cerco di essere chiara: ci sono mucchi di lustrini, paillettes, consigli di moda e benessere e, a una lettura poco attenta, può sembrare il classico libro rosa/chick lit/manuale per essere più belli. In realtà è tutt'altro: le donne sono incapaci di affrontare coscientemente il loro disagio interiore e, stravolte da una sorta di spleen baudoleriano -la disperazione che niente potrà mai cambiare-, si lanciano nell'interpretazione di sè attraverso una nuova forma estetica, gli uomini sono ridotti a accessori e la salvezza sta nelle diversità. Tutto questo raccontato, osservato, riportato su carta, con una lingua piegata alla chiacchiera da manicure, al modo d'intendere la vita dei più famosi programmi e magazine femminili. - Il libro si presenta come una specie di cross over letterario, dove si parte dall'estetica rappresentata dal salone di bellezza fino ad arrivare all'amore della letteratura. Perchè incrociare questi due mondi apparentemente così lontani?
La donna bella che ha una conversazione interessante può conquistare un uomo di un certo livello, ti risponderebbe la manicure del mio libro. Il salone sta in una provincia e non in una città. Questo è un particolare da non dimenticare. Ritorno alla domanda. L'estetica fa bella la donna. Le letture di un certo livello la rendono interessante. La biblioteca del salone di bellezza ha un trucco: va bene Balzac con la comedie humaine; va bene Eco, fa sempre bene leggerlo per darsi un'aria impegnata; va bene Carver che è un contemporaneo tanto cool, come un Wallace; va bene Heminguay, fa tanto amante della lettatura straniera di un certo livello; va bene la Austen con le sue trame da salotto. Non va bene la De Beauvoir, qualcuna potrebbe accorgersi che ci sono diversi modi d'intendersi in quanto donna; non va bene la Blixen, qualcuna potrebbe decidere di vivere la vita in modo differente e "andarsi a unire al sabba delle streghe"; non va bene la Woolf, qualcuna potrebbe toccare con mano la gabbietta d'oro in cui sono rinchiuse. La biblioteca del parole e bellezza è una biblioteca gradevole che non crea ulteriori crisi nelle clienti e le spinge a dimenticare il proprio disagio. Nel mio libro dico esattamente il contrario di quest'ultima frase: è civettuolo e afferma tutto e il contrario di tutto come l'immagine generica della vera donna. - C'è un messaggio, un rif che accompagna "Manicur Corner"? Ce ne sono molti e tutti ugualmente mostruosi. Il meglio di me l'ho dato alla fine quando affermo che i sogni si avverano solamente se crediamo nella nostra bellezza. Il libro potrebbe essere letto con lo spirito del gioco che vado a proporre: immaginiamo di essere uomini e di fronte a noi c'è la donna più bionda, più bella, desiderabile e sensuale del mondo e cerchiamo di andare oltre. E' una faticaccia e è facile desistere. -Da qualche parte ho letto che per scrivere questo libro hai fatto un pò come gli allievi di Stanislavskij, una specie di total immersion nel mondo teorico e pratico della cura dell'estetica femminile. La cosa più assurda che hai osservato quale è stata? Mi sono molto divertita. Ho letto tutta la chick lit, molti femminili alla danielle steel, tutti i manuali per accaparrarsi un uomo e, complice il mio edicolante, tutti i settimanali femminili da confidenze a vogue. Poi sono andata in giro per parrucchieri e saloni di bellezza. Non ho fatto molti trattamenti: m'interessava la chiacchera da sala d'aspetto di questi posti. Per la manicure, complice la mia estetista, stavo del tempo da lei, a fare l'osservatore silente. La cosa più assurda che ho visto è stata una signora che entrò dal parrucchiere e fuori pioveva. Aveva il viso bagnato. Credevo fosse arrabbiata perchè non avesse l'ombrello e si fosse indecentemente bagnata. Invece la donna chiese subito un asciugamano per il viso, lo asciugò e uscì dalla borsa uno spray e se lo spruzzo sulla faccia fino al collo. Sedette vicino a me, e disse che la pioggia è acida e il suo viso è così sensibile che doveva subito purificarlo con l'eau thermale spray. -Editorialmente vai fortissimo eh! Sei passata da Zandegù di Marianna Martino, forse la casa editrice più fresca che il mercato italiano ospita e sei approdata alla Sironi, presso Giulio Mozzi, un altro che si prende cura dei libri con tutti i clismi. Una congiunzione astrale a tuo favore o forse ci sono sempre più persone che tentano di dare una "svecchiata" alla titanica editoria italiana?
Per entrambe le risposte prometto che chiederò alla mia maga e ti farò sapere. -Tu sei anche una logopedista, e scrivi il blog lofaanchebaricco.splinder.com leggendoti, leggendo dei tuoi metodi, dell'esperienza professionale è come se si percepisse che cerchi una "cura" nelle parole scritte... Nelle mie parole c'è il tentativo della cura che non è una ricerca: ho dei metodi, osservo il paziente nel modo più accurato possibile e tento una strada di riabilitazione. Esercito da logopedista e ci tenevo che dal blog uscisse la fatica, la pena, il disagio, la diversità, la difficoltà di chi ha un limite e di tutte le persone che lavorano intorno. -E poi, http://manicurecorner.wordpress.com/ - L'opera d'arte che è in te. Un blog che oltre ad essere manifesto del libro è anche un'opera virtuale in continua evoluzione. Come è nata l'idea?
L'idea è nata dal tentativo di far coincidere l'opera d'arte che si è, attraverso la cura estetica dell'immagine, con l'opera d'arte che si nasconde in sè- preferibilmente autentica-, attraverso la frase. Partecipate numerosi! -Ah, un'ultima cosa, ma cos'è che fa anche Baricco? Ha scritto Seta con un mucchio di piccole frasi. E perchè non avrebbe potuto farlo anche la mia paziente debole in punteggiatura? e allora, Lo fa anche Baricco! Se clicchi sul titolo puoi leggere il post di riferimento . |