
In un crescendo di pubblico che affolla la Stazione Leopolda e le sale delle presentazioni, è terminato con successo il Pisa Book Festival, giunto alla sua quinta edizione confermandosi come l’appuntamento di
riferimento per l’editoria indipendente italiana. Gli editori si dicono in generale molto soddisfatti sia delle vendite che dell’attenzione del pubblico che già alle 17,00 aveva ampiamente superato quota
20.000 persone.
“La vera punta di diamante della fiera sono da sempre gli editori” afferma visibilmente soddisfatta Lucia della Porta direttrice editoriale e ideatrice del Festival, “editori indipendenti che non fanno parte dei grandi gruppi editoriali che all’insegna del profitto monopolizzano il mercato soffocando, spesso, le piccole realtà”.
Grande successo ha avuto anche l’esposizione dell’anteprima di
40 esemplari della collezione Cauti di ex libris (circa 4500 ex libris di grande valore artistico recentemente acquistati dalla provincia di Pisa) allestita nelle sale del primo piano della Stazione Leopolda.
Il paese ospite del 2007 è stata la
Svizzera Italiana con la presenza dei libri di 11 case editrici pubbliche e private e di 4 riviste. Il programma culturale ha visto la partecipazione di numerose personalità elvetiche di spicco fra cui
Carlo Ossola, direttore dell’Istituto svizzero di Studi Italiani, Piero Martinoli, presidente dell’Università della Svizzera Italiana e Marco Borradori, Consigliere di Stato e direttore del dipartimento del territorio della Repubblica e del Canton Ticino.
Libero Casagrande, editore e presidente
della Società degli editori della Svizzera italiana ha dichiarato il suo plauso nei confronti della calda accoglienza ricevuta dagli organizzatori e dal pubblico toscano.
In una generale atmosfera di festa la maggior parte degli editori fra cui Daniela Di Sora (Voland), Angelo Leone (Stampa alternativa) e Giovanni Sammicheli (Lapis), Francesco Ippolito (Pacini Editore) si sono detti soddisfatti confermando e alcune volte superando le vendite dell’anno scorso.
Marcello Baraghini, anima di
Stampa Alternativa, lancia una provocazione che vuole essere di buon auspicio per Pisa, fiera in cui la casa editrice crede fin dalla sua nascita: “Pisa è una splendida festa della GRANDE editoria, in quanto non appartenere ai grandi gruppi o non registrare ingenti fatturati non vuol dire non essere GRANDI editori perchè in editoria vince la qualità e non la quantità”.