| Scritto da Redazione,
25-04-2007 13:12
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di Laura de Felice In "Racconti Bastardi" Antonio Giugliano mostra una sua certa originalità nello scrivere, qualcosa di insolito, sia nella scelta degli argomenti, che nello stile, dal quale non traspare nessuna influenza particolare. 14 racconti brevi, divisi in due sezioni: Contemporaneo Barocco, che è anche il titolo di uno dei racconti più belli e feroci, e Legàmi anch’esso titolo di un racconto ironico e grottesco, "Legàmi - a radical chic story".
Storie quasi tutte scritte in prima persona dove i protagonisti non sono mai gli stessi, momenti di lettura in cui si ha come l’impressione che l'autore segua volutamente l'esempio di Flaubert , "...la Bovary c'est moi..."
Scritte con un andamento dissimile le une dalle altre ma con un sottofondo in comune: la solitudine, anzi, le conseguenze della solitudine. Vista da due prospettive se così si può dire: una, riducendo tutto all\'osso, è il punto di vista da "single". Un single spesso mediocre, comune, banale, assassino, perverso, zoofilo, untore: come se l'autore avesse voluto spingere il lettore a riflettere su sé stesso, su quello che anche lui potrebbe essere.
I racconti della seconda sezione affrontano più specificamente il tema della solitudine, ma da un punto di vista maschile. Cosa oramai inusuale è trovare un maschio che illustra il suo punto di vista, politicamente scorretto, volutamente sessista e classista, provocatorio, sboccato. Dove la donna è trattata non con i guanti, ma nemmeno con timore: una troia è una troia come un magnaccia è un magnaccia, come una cagna è una cagna e un egoista è un egoista. Non c'è distinzione di sesso né ci sono favoritismi.
Questi racconti si sono fatti leggere d'un fiato, restano dentro un bel po'. Contemporaneo Barocco, Sotto la pioggia, Prigioniero dell\'es, Claudia. Un libro che fa riflettere e che non consola. Crudo. Duro. Sputato in faccia. Da leggere. |
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