Marianna Martino, 22 anni, torinese, una casa editrice di sua proporietà. Idee innovative, grafica accattivante, un blog work in progress costantemente aggiornato da lei e energia da vendere. Di tutto questo si è servita per far nascere e quindi crescere Zandegù, casa editrice nata nel maggio 2005 e che porta alla luce la narrativa surreale che come Marianna spiega sul suo sito www.zandegu.it , "vogliamo storie che abbiano molti elementi ripresi dalle fiabe che ci raccontavano da bambini ma anche storie ridicole e assurde di chi sa esagerare gli aspetti più buffi del nostro vivere quotidiano. Storie scritte in modo originale e innovativo per dare voce al continuo evolversi della lingua italiana." Incuriositi dalla sua storia l'abbiamo contatta e chiesto di rispondere a qualche domanda.
Allora, cominciamo dall’inizio, cosa vuol dire decidere di aprire una casa editrice a 22 anni? Secondo me è una fortuna, perché hai la passione, l’incoscienza giuste per buttarti in un’impresa del genere. E’ vero, però anche, che avendo poca esperienza, a volte hai più paura di sbagliare, di deludere le persone che ti aiutano, o di fallire. Per me, è una bellissima avventura e sono molto contenta anche se il lavoro da soli è duro e faticoso.
Quali sono gli ingredienti fondamentali per far nascere una casa editrice? Avere delle buone idee: per la scelta della linea editoriale, per la grafica, per i contenuti. Soprattutto per i contenuti: è fondamentale avere un buon occhio sui testi e saper così riconoscere un bel libro.
Cosa intendi quando dichiari sul sito che “Zandegù si propone di pubblicare narrativa surreale”? Intendo dire che voglio pubblicare libri divertenti che abbiamo dentro di sé elementi buffi e assurdi che ci facciano evadere, per il tempo della lettura, dalla nostra vita quotidiana. Libri con molti contenuti anche profondi, ma che tengano d’occhio il buffo e il fantastico che c’è nella vita di tutti i giorni.
Aprire una casa editrice oggi, nell’era dei blog, degli spazi autogestiti, del print on demand, non comporta più rischi che guadagni? Certo! Ma chi non rischia non ottiene mai niente. Bisogna buttarsi, crederci ed essere convinti del proprio progetto.
Per tutti gli aspiranti scrittori che ci stanno leggendo, come possono proporsi a Zandegù Editore? Prima di tutto devono capire se il loro lavoro è in linea, cioè se è surreale. Se sono confusi possono comprare i libri per farsi un’idea o leggere gli estratti sul sito www.zandegù.it. Se credono che il libro mi possa interessare lo possono mandare via mail a
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o all’indirizzo via Giovanni da Terrazzano 59- 10129 Torino. Le caratteristiche per essere pubblicati: originalità, scrittura scorrevole e ovviamente una bella storia.
E’ vero che in Italia ci sono più scrittori che lettori? Certo. Non si spiegherebbe altrimenti i manoscritti pieni di errori d’ortografia che mi arrivano. O le storie già sentite, o gli stili piatti con grande povertà di linguaggio. Chi legge allena la fantasia e anche l’italiano ne guadagna.
Cosa vuol dire Zandegù? Non vuol dire niente. E’ un cognome. Il cognome di un ciclista del passato.
Quale è stato il miglior consiglio che hai ricevuto da che hai incominciato la tua esperienza editoriale? Nessuno, ho il viziaccio di fare (quasi) sempre di testa mia.
Il Bestiario, Il discorso è che una volta ero un genio, I sassi vanno matti per le sasse, Hollywood Party, Cosa faccio quando vengo scaricato. I primi 5 titoli della tua casa editrice, ci dici per ognuno la cosa che tutti dovrebbero sapere? Il Bestiario è unua raccolta di 13 racconti con protagonisti gli animali: divertenti e buffi. Hollywood Party è una raccolta di racconti ispirati a nove famosi film americani: originali, forti per cinofili. Cosa faccio… è un’altra raccolta, adatta a ragazzi che vogliono sorridere su questa cosa complicata chiamata amore. I sassi è un romanzo adatto per sognare, riflettere, emozionarsi. Senza rinunciare a qualche risata. Il discorso è che una volta ero un genio è un romanzo divertente, per svagarsi, di cui apprezzerete il linguaggio fluido e lo humor malinconico.
Dove sono distribuiti i libri Zandegù? In tutta Italia, specie nelle Feltrinelli. Il mio distributore è CDA.
Cosa non pubblicheresti mai? Libri che non mi fanno riflettere a lungo su quello che ho letto.