| Scritto da Redazione,
19-12-2006 18:07
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 di Anna Maria Lauretti Esiste un luogo più spaventoso della scuola? Per di più un vecchio e decadente edificio che sta per chiudere la sua ia gloriosa e oscura carriera con una spettacolare demolizione? Prima di scomparire per sempre, però, la Old Central School si congederà dai suoi alunni facendo altre vittime. Spetterà proprio ai suoi studenti, in particolare a un gruppetto di cinque ragazzini, indagare su queste morti sospette. Cosa si nasconde nel buio, quale minaccia li attende alla fine della giornata, dell’estate e dell’infanzia? Gli ingredienti del libro horror ci sono tutti, e ognuno dosato in maniera sapiente. A marcare ancor di più le tenebre e il terrore, producendo un acuto e stridente contrasto, intervengono i luoghi, le campagne soleggiate di una piccola cittadina dell’Illinois, le corse in bicicletta, lo spirito ancora indomito e libero di questa giovane «banda» all’inizio degli anni sessanta.
L’autore, Dan Simmons, ha collezionato numerosi premi letterari, tra i quali quattro Bram Stoker Award e, recentemente, anche per la sua attività di giornalista, il National Phi Beta Kappa Award. Ed è facile comprendere il perché di tanti riconoscimenti. La scrittura è magistrale, abile a tendersi e accelerare nei momenti di maggiore tensione, per poi rallentare il ritmo in quelli più descrittivi, concedendosi anche alcune pause poetiche davvero belle.
Una sapiente capacità di descrivere i personaggi nei dettagli, e in rilievo, riuscendo a renderne verosimili i comportamenti, le sfumature e le «svolte», i cambiamenti, a volte impercettibili, che segnano quell’età particolare. I temi che affiorano e a tratti si impongono tra sussulti di terrore sono molti: l’amicizia, il difficile passaggio dall’infanzia alla pubertà narrato con eleganza e delicatezza, la libertà e la spensieratezza, il sesso e la violenza, il rapporto con i vecchi, la memoria, la scrittura.
Si tratta di un romanzo complesso, che unisce alla tensione tipica del genere una serie di elementi che si offrono come spunti per ulteriori riflessioni, a partire da quella, più palese, sullo splendore e l’incanto che gli adulti si lasciano alle spalle, perdendoli per sempre, fino a ben più profonde e filosofiche speculazioni sulla vita, sulla morte, sull’importanza della memoria, del rapporto vecchi-giovani, sul passato tramandato alle nuove generazioni, sul valore della parola, del racconto, della scrittura. Densi, a volerli scoprire, sono i rinvii «intertestuali» ad altri romanzi e racconti del genere horror. Insomma, un «vero» romanzo, che si offre al lettore su molteplici livelli.
È chiaro che il lettore può anche evitare di inoltrarsi nel fitto sottobosco di citazioni e rimandi (per una guida sicura e valida in questo senso si rimanda all’ottima e accurata postfazione di Riccardo D’Anna), può lasciar perdere tutto questo per gustarsi semplicemente la narrazione, abbandonandosi al puro ma intenso piacere di una storia da brividi, e non solo di paura.
L'AUTORE Dan Simmons è nato nel 1948 a Peoria, nell’Illinois. Laureato in pedagogia, si dedica inizialmente all’insegnamento. Nel 1982 pubblica il suo primo racconto. Nel 1985 il suo primo romanzo, Song of Kali, vince il World Fantasy Award. Seguono numerosi libri che gli valgono altrettanti premi letterari. Tra i suoi romanzi horror più famosi, oltre a L’estate della paura, vanno ricordati Danza macabra (Interno giallo), Il canto di Kali e I figli della paura (Mondadori), e A Winter haunting (di prossima pubblicazione per Gargoyle).
Scheda del libro Editore: Gargoyle Pagine: 636 Prezzo: euro 17,50
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