| Scritto da Redazione,
26-07-2006 07:16
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a cura di Fulvia Leopardi
Ammetto di essere partita prevenuta nei confronti di “Aspides”, libro di Riccardo Merendi edito da Halley Edizioni. La trama sembrava “ispirata” al famigerato libro di Dan Brown, fortunatamente mai prevenzione si rivelò più sbagliata: Aspides è stato una piacevole sorpresa, un libro che senza nessuna pretesa intellettuale (nel senso che non pretende di “indottrinarti” come tenta di fare il “Codice Da Vinci”) tiene avvinghiato il lettore grazie alla prosa vivace e a una trama mai banale. Riccardo Merendi invece, si è prestato ad una piccola intervista…buona lettura!
Prima di parlare del libro due domande che interessano un po’ tutti: quali consigli daresti a qualcuno che vuole diventare scrittore, e cosa bisogna fare per scrivere al meglio? Prima di tutto, come per ogni attività, il consiglio è di fissare l’obiettivo: scrivere per sé o per essere eventualmente gratificati dal consenso degli amici è un passatempo sano, economico, costruttivo e che non pone limiti di spazio, tempo e condizioni meteo; scrivere per soddisfare un lettore, invece, è una sfida che si può sperare di vincere solo accettando di mettersi in gioco su ogni capitolo, ogni frase, ogni parola. Per intenderci, tutte le automobili hanno quattro ruote, un motore e un volante, ma solo poche possono ambire a vincere un gran premio e solo una lo vince. Quanto allo scrivere al meglio… se ne conoscessi il segreto lo applicherei! Comunque di certo bisogna scrivere, scrivere e riscrivere, per poi cancellare, cancellare e ricancellare fino a distillare le poche parole promettenti, delle quali poche sopravviveranno a ore di discussione con l’editor e che saranno infine bocciate dall’editore che scarterà il romanzo. Chi è abbastanza masochista da sottoporsi a questa pena prenda pure carta e penna… ma che poi non dica che non era stato avvertito!
Cosa diresti per convincere qualcuno a comprare il tuo libro? O meglio, se tu fossi un lettore qualunque invece dell’autore del romanzo, cosa diresti di Aspides, di Riccardo Merendi, per convincere anche gli altri a comprarlo? Racconterei dell’amica che ha bruciato il ragù mentre lo leggeva e di chi glielo ha consigliato che, preso dalla lettura, non è sceso alla sua fermata del treno (…tutto vero…)
Probabilmente te lo hanno già chiesto in tanti, ma la domanda sorge spontanea: premesso che è vero che nel tuo libro non ci sono pagine e pagine di documenti e teorie strampalate, questo libro è nato sull’onda del “Codice Da Vinci”? Ho letto il “Codice Da Vinci” dopo aver terminato di scrivere Aspides, preoccupato da quanto mi disse una delle mie “cavie” lettrici che trovava alcune similitudini non con Aspides, ma con “Incunabolo”, altro romanzo scritto prima ma ancora non pubblicato. La preoccupazione passò subito, in quanto di comune c’è ben poco, ma devo ammettere che mi ha “disturbato” scoprire che un altro se l’era presa con la Chiesa (tema presente anche in Aspides) mentre io pensavo di avere avuto un’idea originale.
Cosa pensi del Codice da Vinci? Parlarne male sarebbe preso per invidia, quindi mi limiterò a una domanda: davvero nei bagni del Louvre ci sono le saponette invece del solito sapone liquido? Lo so, è un quesito molto meno raffinato rispetto agli interrogativi su Leonardo, Maddalena e Graal, ma quando ho letto che il protagonista piantava la microspia in una saponetta trovata nella toelette del museo e la gettava dalla finestra… ed ero solo all’inizio! (ma se invece le saponette ci fossero davvero? …prima di parlare avrei dovuto verificare…)
Nel libro ogni personaggio rappresenta qualcosa: Fabius gli antichi valori di Roma, Junius e Gnaeus la corruzione, Warfen la “semplicità” dei nuovi romani: quando hai creato i personaggi, hai pensato a che cosa avrebbero dovuto ricordare ai lettori, oppure è una lettura che lasci a ciascun lettore? Nell’ideare i personaggi di una storia l’importante è rispettarne la coerenza: se poi chi legge “capta” un messaggio tanto meglio… vuoi mai che sia proprio quello che chi ha scritto ha voluto trasmettere? Probabilmente anche questa è una domanda strabusata (e non dirmi “Ah, io sono unico nel mio genere!”): quali sono gli scrittori che ti hanno ispirato, ma soprattutto da grande chi vorresti diventare? Più che da grande chi vorrei diventare, mi basterebbe… diventare grande! Scherzi a parte, l’autore che preferisco è Ken Follet e comunque la letteratura anglosassone, più asciutta e concreta rispetto a quella italiana.
LA TRAMA Cosa è inciso sul pezzetto di legno che Maria ha appeso al collo di Gesù poco dopo la sua nascita? Trafugato il pendente dal tesoro di Costantino, l'imperatrice Galla Placidia saprebbe come sfruttarne il potere arcano per riportare agli antichi fasti il decadente impero d'occidente, ma la scomparsa della reliquia rischia di far sfumare il suo piano. Chi ha violato la nicchia segreta del mausoleo? E come tornare in possesso del prezioso oggetto? Coinvolto in un gioco di cui non conosce le regole, tra politici, militari, burocrati ed ecclesiastici in lotta per il potere, il giovane Aspar non potrà contare che su se stesso per uscire vivo dal nido di serpi nel quale è finito
(fonte: http://www.fulvialeopardi.it/) |
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