Nato dall’Assessorato al Turismo della Regione Emilia-Romagna con l’obiettivo di raccogliere e diffondere racconti e opere di narrativa sul tema dell’universo mare, il concorso-premio “MARE – Movimento, Arte, Racconto, Espressione” ha suscitato l’interesse di oltre 500 partecipanti, che fino alla scadenza del bando – il 2 aprile scorso – hanno sommerso di opere di narrativa inedite gli uffici regionali. In tema, quello del mare, che ha stimolato la fantasia di molti, con racconti pervenuti da ogni parte d’Italia: da Mazara del Vallo ad Aosta, da Palermo a Bolzano, da Ancona a Genova, ma anche dall’estero, con tanti stranieri che si sono impegnati a scrivere in lingua italiana. Anche l’età anagrafica dei partecipanti copre un raggio ampissimo: il più giovane è un bambino di soli 10 anni, mentre il più anziano ne ha oltre novanta.
Ieri con una notizia ANSA è stato comunicato che esce in libreria 'Beat Generation', l'opera teatrale inedita di Jack Kerouac scoperta nel 2005 in un magazzino del New Jersey. Il testo scritto nel 1957 - stesso anno del capolavoro dell'autore, On The Road - e' stato ritrovato per caso dall'agente di Kerouac, Sterling Lord, frugando tra vecchie carte abbandonate. 'Una caramella trovata sotto i cuscini di un divano', ha detto l'agente. L'opera racconta una giornata a Bowery, piena di alcool e droghe varie, di un gruppo di operai.
Prima di affrontare la lettura di questo libro, mi sono predisposto nel giusto ordine d’idee: Disorder. Unkonwn pleasures sono scivolati sul mio giradischi. Joy Division, ala dura e pura, esoterico primordiale, possibile rituale pagano del punk più rivoluzionario, quello fulminante ed immolato. Sono gli ultimi eroi della terra consumati in angosciosa fretta, quelli del nulla. Frammentazione, cupa polverizzazione di un mondo. Danza Shiva, il rockettaro pure, Iside implode e si rivela alla luce: suicidio. Gli anni Settanta stavano per terminare, tre papi si succedevano sul trono di Pietro e Gianfranco, finalmente assemblato, veniva alla luce. Protagonista è Guido Orsini, alter ego dell’autore in una serie di racconti brevi con trama e stile volutamente debordante; tra reale, onirico e cosciente delirio. Guido è figlio di un borghesia colta, mitteleuropea, giunta all’apice della sua decadenza.
Ecco la storia di Sagalovitsch, un ipocondriaco ebreo parigino che, un bel giorno, ha deciso di mettersi in fuga. Fuggendo dalla sua invadente santa famiglia, ponendo la Francia a debita distanza (questa terra di persecuzioni antisemite), egli porta nei suoi bagagli la nostalgia per la grande squadra dei Verdi di Saint-Etienne, la sua sfiducia verso i goym, il suo acuto senso di disadattamento e una giubilante cattiva fede. Appena sbarcato in Canada fa comunella con una bellezza olandese (ottimista, rilassata, fumatrice accanita di erba). E sarà in tale compagnia che scoprirà il fascino libertario ma igienista della vita a Vancouver.
di Laura de Felice In "Racconti Bastardi" Antonio Giugliano mostra una sua certa originalità nello scrivere, qualcosa di insolito, sia nella scelta degli argomenti, che nello stile, dal quale non traspare nessuna influenza particolare. 14 racconti brevi, divisi in due sezioni: Contemporaneo Barocco, che è anche il titolo di uno dei racconti più belli e feroci, e Legàmi anch’esso titolo di un racconto ironico e grottesco, "Legàmi - a radical chic story".
Storie quasi tutte scritte in prima persona dove i protagonisti non sono mai gli stessi, momenti di lettura in cui si ha come l’impressione che l'autore segua volutamente l'esempio di Flaubert , "...la Bovary c'est moi..."