In una bella notte di luglio del 1962, davanti alla lunga e romantica distesa di ciottoli di Chesil Beach, ha inizio la luna di miele di Florence Ponting e Edward Mayhew, ricca e promettente violinista lei, modesto e promettente storico lui, entrambi nuovi alle vie dell'amore. I due giovani si amano molto e, nel trepidante preludio alla prima notte di nozze, molto se lo ripetono, ma il loro discorso amoroso non va oltre. Mancano a Florence le parole per dire la vergogna e il disgusto che prova al pensiero pur vago di quanto l'attende sotto le coperte ben tese del letto d'albergo, proprio mentre si sforza di non deludere le aspettative del marito; e mancano a Edward le parole per dire l'ansia di non riuscire a contenere l'impazienza e la paura di non saper interpretare i segnali di un corpo sconosciuto e misterioso quanto un'altra galassia. Poco tempo ancora e il vento della liberazione culturale avrebbe soffiato anche su quell'angolo d'Inghilterra, sciogliendo, forse, i loro due destini insieme a quelli delle generazioni a venire. Poco tempo, un anno appena, secondo il poeta Philip Larkin, prima di quell'«annus mirabilis»della rivoluzione sessuale - il 1963 appunto, «tra la fine del bando a Lady Chatterley / e il primo ellepì dei Beatles»- quando, sdoganati gli scambi fisici e verbali fra i sessi, il litigio si sarebbe tramutato in accordo e la vergogna in gioco. Ma sulla soglia scomoda di quell'evento sismico, è all'insegna della contesa inibita, davanti a un pasto sgradito che le convenienze impediscono di rifiutare, che Florence e Edward conducono in silenzio il loro delicatissimo negoziato. Occorrerebbe una parola, un solo gesto, per distendere il groviglio e ricordare ai due sposi perché sono lì. Occorrerebbe una parola per impedire alla frustrazione di tramutarsi in fallimento, il fallimento in rabbia, la rabbia in amarezza, rinnovata all'infinito come la risacca sui ciottoli di Chesil Beach.
Questo libro raccoglie un ciclo di lezioni che vennero trasmesse per la prima volta in cinque puntate nel programma radiofonico canadese "Ideas", nel 1985. La scrittrice, resa celebre dalle sue opere narrative, si rivela in questi brevi saggi capace anche di lucidissime analisi socio-antropologiche. Dove finisce la nostra libertà e dove comincia quella del vicino? Passando dal ricordo delle sue esperienze di bambina nella Rhodesia del Sud alle riflessioni sulle dinamiche di gruppo nell’era della comunicazione di massa, la Lessing ci racconta del sottile filo che separa l’esercizio della libertà da quello della brutalità, di un pericoloso ritorno al primitivo che caratterizza i rapporti individuali, il dibattito politico e le relazioni internazionali nella nostra epoca.
Non era mai capitato che uno scrittore pubblicasse tre libri contemporaneamente. Il record è riuscito all'umorista PINO IMPERATORE con "La catena di Santo Gnomo", "Manteniamo la salma" e "Questo pazzo pazzo pazzo mondo animale". I tre libri, pubblicati da Edizioni Cento Autori, compongono la «Trilogia del Buonumore».
I tre libri possono anche essere acquistati comodamente da casa on line e senza spese di spedizione collegandosi al sito: http://www.centoautori.it
a cura di Enrico Pietrangeli Titivillus, diavoletto dello spettacolo, si manifesta rendendo fruibili idee integre dalla censura di “monaci medioevali” ed accoglie questo saggio di Petrini nella sua collana Altre visioni, dove prendono forma ulteriori spunti per la didattica del settore. Teatro totale è sintesi e strumento di ricerca, momento d’intersezione delle arti e, al contempo, uno scorcio rinascimentale, prospettiva verso il più antico e connaturato varco predisposto a sincretismi e sinestesie, una pluralità del linguaggio che non può rinnegare le origini, per ricalcare più direttamente il pensiero dell’autore. Quella del teatro totale è, in ogni caso, un’esperienza che vede coinvolto Petrini in un lungo percorso, di cui compare a tergo del libro quella relativa al primo convegno internazionale svoltosi a Roma nello scorso 2001. Attore, regista, drammaturgo, critico e redattore della rivista INscena, l’autore, in questo libro, si avvale dell’introduzione di Giancarlo Sammartano, empatica e gradevolmente romantica nel rivendicare attraverso la scena “un volontario destino”; forse un po’ più riduttiva nel rilevare le vesti di un “apprendista proletario che si fa maestro aristocratico”, un interessante spunto di dibattito s’intravede comunque nella chiusa: “salutare con-fusione di Teatro e Vita”. Petrini guarda alla ricerca senza mai perdere di vista la tradizione, fintanto da ravvisare “una necessità sociale” nella “pluralità del teatro”.
di Anna Maria Verde E' giusto dire che il percorso editoriale di Roberta Scotto Galletta è senz'altro caratterizzato da tappe pregiate e fatte di una editoria più che mai contemporanea. Se inizi con Zandegù, realtà torinese diretta dalla assai caparbia e creativa Marianna Martino e poi approdi a Sironi, sotto l'ala di Giulio Mozzi , un altro che attorno ai libri c'ha saputo costruire realtà d'avanguardia in quanto ad interazione e confronto (vibrissebollettino) vuol per forza dire che il talento c'è e lo vedono in molti. E anche se l'autrice partenopea glissa simpaticamente sulla questione, insidacabili sono il suo emergere da un gruppo d'autori a caccia di editore e la sua buona stella. Noi l'abbiamo rintracciata per farle alcune domande a proposito di Manicure Corner (edito da Sironi) e di tanto altro ancora...